Contenuti per adulti
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Ignaro ancora di cosa sia vita
a pochi giorni guarda tutto intorno
con la curiosità più sbalordita
ora che dalla notte è giunto al giorno
e si ritrova in splendidi colori,
con tanti suoni a fare da contorno
ed esplorando odori e anche sapori,
sentendo mille cose sotto il tatto
ed allenando i muscoli motori
prima si muove basso, stile gatto,
poi piano piano s’alza sulle zampe
incespicando e poi con qualche scatto
financo a ruzzolare sulle rampe
mancando ancor certezza sui gradini
bernoccoli ottenendo come stampe
per alternare pianti e sorrisini
comunicando prime sensazioni
prima di far parole e disegnini.
Pian piano si sviluppano emozioni
e si comincia a costruire frasi
mentre continuan buffe esplorazioni
cercando qualche logica persuasi
che esista sempre certa spiegazione
a costo di pensare anche alla crasi¹!
Arriva poi con chiara progressione
l’insegnamento, leggere e anche scrivere,
ricevere una buona educazione
che ci consenta insieme di convivere,
di rispettarci, amarci ed aiutarci
finendo l’ignoranza per proscrivere
e offrendo a fantasia gioiosi squarci
per sognare bellissimo un futuro
dove non prevediamo aspetti marci
o che possa il percorso essere duro.
Ci scegliamo con gioia un obiettivo
anche se potrebbe essere immaturo
e trovare nel tempo un correttivo
o cambiar proprio strada altro cercando
e impegnandosi in modo più incisivo.
Giunge l’adolescenza e vai cercando
qualche cosa che ancora non capisci
ma lo senti che il cuore sta pulsando,
ti fai forte e spavaldo od arrossisci
ed intanto progetti l’esistenza
lavorando, studiando… insomma, agisci!
Ma un böàto sconvolge con violenza
ogni sogno o progetto in divenire,
ingolfando del tempo la sequenza
insegnando che sia forte soffrire
se non, forse perfino per fortuna,
che significhi subito morire,
non vedere più il sole né la luna,
i compagni, gli amici e la famiglia
e di mille speranze neanche una…
né lavoro né casa e figlio o figlia
perché un pezzo di merda dice «Dio
m’ha promesso la Terra!» e se la piglia,
«Tutto quello che esiste sarà mio!»
ed ucciderti non gli pare un crimine
e alla vita tu dai presto l’addio
mentre coi suoi coloni senza limine²
infischiandosi dell’uman dissidio
può dar fuoco se non si spezza il vimine³
tanto non pagherà per genocidi.
¹: per Ippocrate, la mescolanza di sangue, flemma, bile bianca e bile nera che formano i nostri corpi e li fanno funzionare;
²: nel senso di limite;
³: il ramo macerato e lavorato ultraflessibile di salice con cui si fanno per esempio borse.
ioffa, 26/05/2026